Aghi della macchina per cucire

agosto 17, 2017



Uno degli strumenti più importanti per il cucito, sia a mano che a macchina è sicuramente l'ago. A volte mi capita di vedere la mia macchina che fa delle brutte cuciture, e dopo aver perso un mucchio di tempo a ricontrollare infilatura, tensioni e quant'altro, mi rendo conto che non considero una variabile fondamentale, l'usura dell'ago. Infatti l'ago, dopo qualche utilizzo, tende a consumarsi nella punta, impedendo a quest'ultima di penetrare facilmente nei tessuti, per questo andrebbe cambiato spesso, sarebbe ideale cominciare sempre un nuovo progetto con un nuovo ago, ma diciamo la verità, sono veramente pochi quelli che lo fanno!

In questo post non voglio descrivere dettagliatamente i vari aghi, perché ormi ce ne sono tantissimi, ma voglio parlarti di quelli che io uso di più, partendo da un pò di anatomia dell'ago.






Come si può vedere dalla foto, l'ago si compone di diverse parti: il codolo è la parte più grossa, quella  che viene fissata nella barra dell'ago con il morsetto, e quella su cui è incisa la misura dell'ago, che ahimè dopo i quarant'anni io non riesco più a vedere. Lo stelo è una parte molto importante, il suo diametro determina la "grossezza" dell'ago, in genere viene definita con una numerazione che va da 60 a 120, ma ci sono vari modi per stabilire la misura a seconda delle marche delle case produttrici. La scanalatura laterale aiuta il filo a scorrere meglio, la cruna è il foro che porta il filo all'interno della macchina, e può essere più o meno ampia a seconda del filato che si usa, ed infine la punta è la parte terminale dell'ago, può essere arrotondata per lavorare sui tessuti o a taglio per la pelle, con i vertici affilati come lame, in una vasta gamma di forme.

In commercio ci sono tantissime tipologie di ago, ma se si vuole ottenere un risultato ottimale è importante scegliere quello giusto, naturalmente abbinandolo al filato adatto. Sicuramente l'esperienza è l'alleato più importante per guidarti nella scelta, però il concetto base è che la misura dell'ago è direttamente proporzionale allo spessore del tessuto, più il numero è alto più il tessuto sarà spesso e viceversa. Chiaramente anche le punte varieranno in base al tessuto o al lavoro che dovrai fare.

Non voglio fare un noiosissimo elenco delle varie tipologie di punte, se cerchi i siti dei rivenditori più importanti, tipo Schmets, Singer, Prym ecc trovi un ampia carrellata di aghi con foto e spiegazioni. 

Voglio solo parlarti di alcuni che ho provato e mi hanno aiutata molto nel mio lavoro, tipo quello per fili metallici, che ha la caratteristica di avere la cruna più larga per far scivolare meglio il filo.


Un'altro ago indispensabile è quello per la pelle e finta pelle, è molto simile a quello per il jeans, ma è più robusto e resistente, non adatto per tessuti standard.




Tra gli indispensabili segnalerei anche quelli strech, che hanno uno scalfo molto profondo, così che possa cucire evitando di saltare i punti sui tessuti elastici; l'ago microtex dalla punta molto aguzza, per forare senza rovinare tessuti molto leggeri, tipo seta e microfibra; aghi per quilt, adatti ad essere utilizzati con filo di ryon, poliestere e fili speciali per quilting, ideali per appassionate di patchwork, come anche i top stitch, aguzzissimi con la cruna molto larga per far passare fili piuttosto spessi e impunturare qualsiasi tipo di tessuto; infine è molto utile anche l'ago gemello, indispensabile per orlare jersey e maglina e fare anche punti decorativi.

Con il tempo ho iniziato quasi a collezionarli, e questo mi è stato di ispirazione per creare questo comodo borsello porta aghi, con taschini laterali nei quali posso mettere anche gli aghi per cucire a mano, gli infila aghi e il rasafilo.







Naturalmente questa è solo una piccola parte degli aghi esistenti, se conosci qualche altro "indispensabile" che usi regolarmente e io non conosco, non esitare a segnalarmelo qui sotto nei commenti, grazie!!!









You Might Also Like

1 commenti

Follow by Email