Free Motion e Sketch Appliqué

marzo 15, 2017


Per poter parlare di free motion bisogna prima parlare di quiltatura. La quiltatura è la trapuntatatura di un quilt, cioè un lavoro composto da tre strati, uno superiore, il top, generalmente rappresentato da un lavoro di patchwork; uno strato centrale, composto da un'imbottitura che può essere di cotone o sintetica e infine uno strato inferiore, il retro. La quiltatura può essere fatta a mano o a macchina. Quella fatta a macchina si fa con una tecnica chiamata free motion.

Ecco un esempio di un quilt fatto da me, con la quiltatura fatta a macchina con free motion.


Il free motion prevede l'esclusione del trasporto della macchina, in genere attraverso un pulsante sul retro o a lato della macchina, oppure nelle vecchie macchine meccaniche, si applica una placchetta di plastica di solito in dotazione con la macchina, per escludere il movimento dei dentini sotto il piedino. Togliendo il trasporto si ha la possibilità di lavorare a mano libera, cioè non è la macchina che fa scorrere il lavoro, ma sono le nostre mani che lo muovono nella direzione desiderata.
Un'altra cosa fondamentale per poter lavorare con questa tecnica è l'utilizzo dell'apposito piedino, detto anche piedino per rammendo o ricamo, la cui caratteristica principale è quella di non premere il tessuto, ma di sfiorarlo, facendo in modo però che il tessuto non venga su seguendo il movimento dell'ago.



Io uso questo perché mi consente una veduta più ampia. C'è anche un piedino metallico chiuso a cerchio, usato soprattutto per il ricamo. Poi si trovano quelli in plastica trasparente (foto in basso) che personalmente trovo un po' scomodi e ingombranti.


Su questa tecnica ci sarebbero tantissime altre cose da dire, ma per approfondire il discorso ti invito a consultare i tantissimi libri in circolazione, mi permetto di consigliarvene qualcuno in lingua italiana, come questi


In questo post vorrei raccontarti come il ricamo a mano libera possa essere utilizzato anche per rifinire delle applicazioni di stoffa. Io sono letteralmente innamorata di questa tecnica, ormai la eseguo da 4 anni, ma è stato amore a prima vista. Il nome corretto è Sketch Appliqué, perché l'appliqué viene rifinita generalmente con un filo nero, passando anche più volte non necessariamente nello stesso punto, in modo da sembrare un disegno o uno schizzo (sketch appunto) fatto con la penna.
In pratica si fa un disegno, si prende un pezzo di carta termo adesiva, si ricalca il disegno e si ritaglia lasciando un po' di margine. Dopodiché si stira sul rovescio del tessuto scelto per l'appliqué, si ritaglia seguendo i margini del disegno, si toglie la pellicola di carta rimasta e si stira sul progetto. In genere io uso sotto l'applicazione uno stabilizzatore, una carta particolare che si usa anche sotto i ricami fatti a macchina. Questa sono io all'opera.



Alla partenza fare un paio di punti senza muovere il tessuto, fare lo stesso alla fine del lavoro per fermare il filo. Come si vede dal video, io preferisco lavorare con i guanti, che sono apposta per questo, hanno i polpastrelli un po' gommati, consentendo maggiore adesione fra mani e tessuto.


Mi piace perché è una tecnica molto versatile, ci si può sbizzarrire e fare applicazioni e scritte ovunque, ma per imparare richiede tantissime ore di pratica e soprattutto tanta passione. Se vuoi maggiori informazioni o non ti è chiaro qualcosa, lasciami un commento qui sotto, sarò felice di risponderti!

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